Sto per piangere.
Uuuh, bel modo di iniziare un post, ne sono cosciente, ma è la semplice verità.
Sto per piangere e, non so, questo mi rende così arrabbiata con me stessa. Perché sì, in fondo, se togliamo il fatto che mi commuovo per libri, film e robe varie, io non piango. Dico che voglio piangere, che mi vengono le lacrime, ma io non sono il genere di ragazza che piange per se stessa .Mi tengo tutto dentro e, per quanto lo voglio, per quanto voglio sfogarmi, non riesco a piangere, non mi escono le lacrime. E poi, poi arriva il punto di non ritorno.
La goccia che fa traboccare il vaso.
Può essere una qualsiasi stupidaggine, una cosa idiota a caso. Anche mia madre che mi sgrida perché ho lasciato il telefono in camera da letto e non l'ho rimesso a posto. Ecco, lì scoppio a piangere. Non tanto per il telefono, ma per tutto quello che ho accumulato in tutto questo tempo.
Oggi mi sento così, pronta a piangere alla minima cosa.
Perché, davvero, non ce la faccio più. Okay, abbiamo appurato che le speranze sono stronzate, avevo ragione quando scrivevo che la felicità non esiste, che resterà sempre un'illusione, stupenda nella sua effimera essenza.
Ho finalmente capito che continuare a sperare è davvero da idioti. E non so perché mi sia venuto da pensarlo ora e non qualche tempo fa, quando la mia ennesima speranza è andata delusa. C'è qualcosa di assurdo nel numero delle speranze che sprechi, inutilmente.
Ogni tanto mi viene da chiedermi se ho un numero di speranze dausare e, dopo quello, debba solo fregarmi.
Comunque, ho capito che le speranze sono stronzate, sì.
Ah, e c'è sempre quella parte della mia vita che corre a schiantarsi contro un muro di mattoni. Corre e va. Mi sento così sola, nonostante sappia di avere intorno -anche se non fisicamente - persone stupende, che mi conoscono e che mi apprezzano anche dopo avermi conosciuta.
Ma le sento così sfuggenti, vanno via al primo soffio di vento.
So di poter contare su di loro, ma, allo stesso tempo, ho paura, perché so che, prima o poi, smetteranno di esserci. Forse per un guasto al pc, forse perché io trascurerò i miei rapporti su internet, forse per qualunque stupidaggine, ma prima o poi non ci saranno. Lo diceva anche mamma, no? 'Le relazioni a distanza non funzionano' e, anche se si tratta di amicizia, non funziona uguale. Non mi era bastato l'esempio della mia migliore amica, scomparsa chissà dove dopo che io mi ero trasferita?
E la scuola, tutto tutto fa schifo.
Probabilmente scoppierò a piangere durante il trinity, oggi pomeriggio. Già, oggi ho anche il trinity. E' una delle cose che odio di più, che mi fanno più male: vedere quanto io sia incapace di parlare. L'inglese mi piace, lo amo, ultimamente. Scrivo in inglese come se fosse l'italiano - anche se faccio più errori del normale, ehm - ma non lo so parlare. Non sono capace di parlare, mi blocco, non so come dire TUTTO. E lui sarà lì, a sorridere, a prendermi in giro, perché è questo che farà, no? E magari farà finta di essere dispiaciuto per me, delle lacrime che mi usciranno, ma in realtà non vorrà far altro che ridacchiarne.
Non so perché sto scrivendo qui tutto questo, forse perché ho bisogno di staccare un po' dal mio blog. L'ho scritto ovunque, ma ho la sensazione che i miei compagni di classe lo conoscano ed io non voglio che leggano tutto questo, non voglio che la mia infelicità, la mia voglia di piangere, la mia ...rottura venga sbandierata ai quattro venti da loro che magari ne ridono anche su. Perché non hanno idea di cosa significhi stare così.
Ecco, lo sapevo. Ora inizierò a piangere.
E pensare che credevo di essere felice. Pensavo che lui avesse messo tutto a posto. Non avevo capito che lui non ha un sorriso miracoloso, che non può aggiustar tutto semplicemente sorridendo. E non avevo capito che, nel momento in cui ti senti davvero felice, sei vicina alla rottura definitiva, dove nessuno ti potrà più aggiustare.
vedrò di trovare qualcosa da fare, voglio tenere i miei occhi impegnati, non devo piangere, altrimenti mia madre mi sgriderà, dicendo che io non dovrei piangere, che ho quindici fottutissimi anni e che questo è il periodo migliore della mia vita e che non dovrei passarlo a piangere per stronzate.
"Guarda che non torneranno più, eh" mi dice ogni volta.
E ringrazio il Cielo ogni volta, davvero. Non sopporterei avere per una seconda volta quindici anni.
xoxo, El.